Dott. Antonino Puglisi
Psicoterapeuta e psicologo a Torino
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Dottor Antonino Puglisi
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“Credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate”
Diane Arbus

Sigmund Freud
padre
(della psicoanalisi)
Es, Io, Superio
La produzione teorica di Freud è vastissima. A titolo esemplificativo parleremo in questo spazio della sua concezione di apparato psichico. Freud distingue per prima cosa tre dimensioni: conscio, preconscio, inconscio.
L’inconscio potrebbe essere rappresentato come l’acqua che contiene la parte sommersa del continente mentale, ovvero ciò di cui siamo inconsapevoli.
L’atmosfera sopra la superficie marina è invece il conscio, la parte emersa del continente mentale sono dunque idee emozioni e contenuti mentali di cui siamo consapevoli.
Il preconscio è rappresentabile dal derma dell’acqua ovvero dall’acqua appena sotto la superficie, ed è ciò che contiene quanto è lì lì per affiorare o che è suscettibile a farlo se solo, ad esempio, si gettasse la rete della nostra attenzione.
Una seconda concettualizzazione di Freud ci fornisce ulteriori coordinate per orientarci. Il modello così detto strutturale suddivide l’apparato psichico in Es, Super-io, Io.
L'APPARATO PSICHICO SECONDO FREUD
L’Es è il primario ed immenso serbatoio roccioso di tutto ciò che è istintuale, di tutto ciò che non è mai diventato cosciente e di tutto ciò che è diventato inconscio in seguito alla rimozione perché troppo doloroso o in conflitto con altre parti di noi. L’Es insomma è del tutto inconscio ed è quindi la parte del continente completamente sommersa nell’oceano: come vedremo tra poco l’Es è buona parte dell’inconscio ma non è tutto l’inconscio.
Il Super-io invece rappresenta sia ciò che aspiriamo ad essere sia la legge di quello che dovremmo o non dovremmo essere cioè la nostra morale e la nostra etica. Nella nostra mente il Super-io inizialmente parla, quasi letteralmente, con le voci dei genitori: sono le aspirazioni e le regole che essi ci hanno trasmesso. Con il crescere la voce del Super-io diventa sempre più la nostra ma alcune inflessioni ci dovrebbero ricordare che l’indipendenza dalle legge materna e paterna è più o meno ampia ma mai totale (e più siamo consapevoli di ciò più davvero ci possiamo approssimare alla piena indipendenza). Il Super-io è dunque in parte sott’acqua in parte sopra. Il rispetto delle regole morali e le nostre aspirazioni consapevoli ad esempio sono coscienti; le scelte fatte per essere un buon figlio o viceversa in opposizione al proprio genitore possono invece facilmente essere inconsci.
L’Io è in buona parte conscio ed è ciò che ci consente di interagire col mondo esterno (è il pensiero razionale, la memoria, ecc.) cercando al contempo di mediare tra le esigenze di realtà, i nostri precetti e le nostre aspirazioni, i nostri bisogni, le pulsioni, conflitti tra parti di noi. Buona parte dell’Io è terra emersa, cioè è conscia. Una parte dell’io è però sott’acqua e si tratta della parte che corrisponde ai meccanismi di difesa inconsci con cui esso cerca di barcamenarsi tra le pretese spesso opposte e conflittuali di Es e Super-io.

Sándor Ferenczi
(per così dire)
madre
della psicoanalisi
The wise baby
Ferenczi ha incarnato un'idea della psicoanalisi più femminile e materna. Fu definito da Freud il suo Paladino e il suo segreto Gran Visir, due termini in apparente contrasto: i paladini combattevano i saraceni mentre il Gran Visir era in pratica il primo ministro del Sultano. Eppure in qualche modo Ferenczi finì per incarnare entrambi i ruoli: contribuì a costruire e difendere la nascente psicoanalisi ma al contempo esplorò gallerie segrete lasciate in ombra da Freud, cosa che a un certo punto mise in drammatica crisi il profondo legame d'amicizia tra i due psicoanalisti.
IL TRAUMA SECONDO FERENCZI
Ferenczi è stato il messaggero di un'idea di psicoanalisi piena di tatto e per certi versi più femminile e materna, che parlava al bambino dentro il paziente, un bambino in cerca di riconoscimento, un bambino a volte traumatizzato il cui corpo talvolta raccontava ciò che egli non aveva parole per dire.
Secondo A. Hoffer se Freud fu il padre della psicoanalisi, Ferenczi ne fu però la madre.
I contributi teorici e tecnici di Ferenczi sono numerosi. Fu ad esempio lui a concettualizzare l'"introiezione" così come l'' "identificazione con l'aggressore". Tra i tanti contributi quelli sul trauma rivestono particolare importanza.
Parlando di bambini affettivamente abbandonati Ferenczi sostiene che la psiche del bambino si scinde: ≪una parte comincia a sostenere il ruolo di padre o di madre nei confronti della parte rimanente e in tal modo l'abbandono diviene per cosi dire un fatto compiuto. […] Nessuno di noi ignora certo come i bambini che hanno dovuto sopportare molte sofferenze sul piano morale e fisico acquistino un'espressione saggia, da adulto, e siano inclini ad assumere atteggiamenti maternamente protettivi. E chiaro che essi estendono anche ad altri le conoscenze acquisite con pena sopportando le loro sofferenze; e cosi che diventano buoni e disposti a venire in aiuto. Ma non tutti arrivano a dominare a tal punto la sofferenza≫
Dottor Antonino Puglisi
“Non potete fare affidamento sui vostri occhi se la vostra immaginazione è fuori fuoco”
Mark Twain
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