Dott. Antonino Puglisi
Psicoterapeuta e psicologo a Torino
Studio di psicologia e psicoterapia
a Torino e online
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Disturbi ansiosi.
Il DSM-5 elenca i seguenti disturbi d'ansia:
- disturbo d'ansia da separazione
- mutismo selettivo
- agorafobia
- ipocondria
- fobie specifiche
- disturbo d'ansia generalizzata
- disturbo d'ansia indotto da sostanze
- disturbo d'ansia causato da altre situazioni mediche.
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A proposito di:
Panico
Etimologia. Derivato del nome del dio Pan, divinità silvestre che se disturbata lanciava urla tali da lasciare i viandanti preda di un incomprensibile terrore.
Attacco di panico e disturbo di panico
L’attacco di panico consiste nell’insorgenza improvvisa della sensazione di stare per perdere il controllo oppure di stare per impazzire o per morire, ed è accompagnato da sintomi anche fisici quali difficoltà a respirare, tachicardia, nausea, tremori, ed altri. L’attacco di panico è un episodio isolato che può presentarsi nell’ambito di altri disturbi soprattutto ansiosi come ad esempio una fobia (si pensi al panico di una persona claustrofobica che rimanga chiusa in ascensore rotto).
Il disturbo di panico invece ha tratti meno episodici e non sembra essere attivato da uno stimolo specifico, questa sua caratteristica imprevedibilità e inspiegabilità lo rende ancora più spaventoso per chi lo sperimenta. Come conseguenza di tali eventi acuti si può instaurare una condizione definibile come ansia anticipatoria, una specie di paura di sentire di nuovo paura, che può indurre la persona ad evitare luoghi o situazioni riconducibili a quelli che hanno innescato i precedenti episodi di panico per timore che si ripresentino.


A proposito di:
BISOGNO e DESIDERIO
Etimologia.
“Bisogno” deriva dal latino bisonium col duplice significato di “cura” ma anche di “necessità”.
"Desiderio" deriva dal latino de-sidus e può significare “fissare attentamente le stelle” oppure “togliere lo sguardo dalle stelle” nel senso di sentirne la mancanza.
Alcuni significati psicologici di bisogno e desiderio
Nell’appagamento di un bisogno il piacere che si prova ha a che fare con un abbassamento dello stato di tensione e il ritorno ad un punto di equilibrio: ad esempio dalla fame si ritorna alla sazietà e ciò dà un piacere derivato dal sollievo. Ad un ulteriore livello si può dire che l'altra persona soddisfacendo un bisogno ci dà piacere, ma è il soddisfacimento del bisogno più che la persona in sé a darci piacere.
Nel desiderio l'altro è una creatura policroma e complessa che c'interessa per chi è prima che per quello che soddisfa. Nel desiderio, a differenza che nel bisogno, la tensione è piacevole perché è tensione verso qualcuno, è sua ricerca, è vigilia di un incontro. Anzi l’assenza di tensione è percepibile a volte come un lutto per la morte del desiderio.


Poiché il corpo è inseparabile dalla psiche bisogna sapere prestare attenzione a come corpo e mente si esprimono. Un sintomo fisico può naturalmente essere l’effetto prodotto nel corpo di un disagio psicologico. Ma a volte è qualcosa di più. Può essere un segno di cosa ci fa soffrire, di cosa ci manca o di cosa ci è dato in eccesso senza rispetto per chi siamo. Altre volte i sintomi fisici sono un vero e proprio linguaggio di difficile interpretazione ma che parla di noi, o con noi, o al nostro posto. Proprio perché mente e corpo sono inscindibili bisognerebbe prestare attenzione alle manifestazioni e ai sintomi corporei tenendo a mente questa interezza. Non è possibile curare un corpo sofferente se non ci prendiamo anche cura della persona a cui appartiene.
Etimologia.
"Corpo" dal latino cŏrpus: corpo, complesso, organismo. Significato: porzione limitata di materia dotata di caratteristiche determinate, che occupa uno spazio.
"Psiche" dal greco ψυχή, connesso con ψύχω: respirare, soffiare.



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