Image by Nathan Dumlao

Ritratto  di

JOKER

ovvero dell’evoluzione dell’uomo una volta (s)conosciuto come Arthur Fleck

Nascita: 1940

Residenza: Ghotam City (DC)

Ultimo domicilio conosciuto: Film diretto da Todd Phillips (2019)

Possibile profilo diagnostico: Disturbo Psicopatico di Personalità

Una diagnosi spiccia vorrebbe Joker come uno psicopatico dal sorriso inquietante perché privo di emozione come tutto il resto della sua persona. Lo psicopatico è incapace di provare sentimenti ed empatia.

Joker, almeno all’inizio, è però sommerso dalle emozioni. Il suo sorriso potrà anche essere folle ma è tutt’altro che vacuo, è saturo di storia e di atroci significati. E’ come se Joker avesse fatto la propria maschera ad immagine e somiglianza della società che prima lo dileggiava o ignorava: la maschera e il sorriso di Joker finiranno quindi con l’essere il suo atto di accusa verso il mondo che, insieme ad una madre patologica, hanno trasformato Arthur Fleck in Joker. L’accusa cioè ad una società che più che trascendere l’individuo lo prescinde, lo controlla; o se non può controllarlo o non gli è utile allora lo dimentica e lo cancella, lo oblitera come un biglietto.

L’iconica danza di Joker è la danza di un Sé finalmente liberato, è il ballare sulla tomba di un falso Sé e sulla tomba delle regole sociali e dell’ipocrisia del male accettabile sotto l’ombrello delle convenzioni sociali. Peccato che per liberarsi egli fugga da una follia rovesciandola in un’altra.

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Studio di psicologia

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